Marinaio Schwandt: I coraggiosi volontari di Sea-Eye.

27 agosto 2016.

Per un uomo di mare la quantità di morti nel Mediterraneo é uno dei peggiori fatti in questo periodo terribile. Da uomini di mare sappiamo com’è là fuori, quando il tempo é brutto, nell’ampia e solitaria distesa di mare. Posso a malapena immaginare a cosa vanno incontro le persone sui gommoni. Per questo motivo sostengo Sea-Eye, un’organizzazione di volontari che attraversa il mar Mediterraneo su un vecchio peschereccio comprato da un vecchio deposito della Germania dell’Est con un solo obiettivo: salvare più persone bisognose di aiuto possibili. Hanno salvato 3’950 persone da Aprile.

Questa settimana ho incontrato alcuni volontari di Amburgo al ‘Haifischbar’: una giovane donna che lavora come controllore, un avvocato difensore, un pensionato, un vigile del fuoco e un lavoratore nel sociale che accudisce giovani persone. Tutti loro hanno sacrificato i loro giorni di ferie per aiutare, e hanno rischiato molto. La Sea-Eye non è tra le navi più giovani e durante le tempeste, può arrivare a inclinarsi fino a più di 50 gradi.

Ogni missione dura due settimane e loro condividono la mancanza di spazio e il calore a bordo della nave con membri dell’equipaggio che non avevano mai incontrato prima. Quello che accade durante un salvataggio è imprevedibile: nessuno sa come i rifugiati reagiranno al panico. O se su uno dei gommoni che stanno raggiungendo si trova un terrorista.

“Siamo dilettanti con un equipaggiamento povero e un piccolo allenamento” Gunter Körtel dice. Un lavoratore nel sociale che si prende cura di giovani rifugiati e che ha precedentemente lavorato come skipper su una petroliera, un vero uomo di mare. Queste persone mi fanno ricredere nell’umanità, grazie al loro coraggio e al loro lavoro riescono dove le istituzioni e l’Unione Europea spesso falliscono. “Non si possono lasciare i rifugiati al loro destino” dice Nicole Hoppe, una giovane donna sulla trentina, di Sankt Pauli, di Amburgo.

Qual è il sentimento che si prova quando viene avvistato un gommone nella luce del mattino? “Paura” dice e tutti annuiscono. Ma dopo un avvistamento bisogna controllare le emozioni, il lavoro, e si, anche le cose più semplici.  Distribuire i giubbotti di salvataggio, calmare i rifugiati fino a quando la nave che é stata chiamata da supporto arriva. Un giorno, quando il mare era particolarmente calmo (“il tempo dei rifugiati”), i volontari di Sea-Eye hanno salvato più di 700 persone in pericolo.

“Le barche che troviamo diventano sempre più piccole di missione in missione,” raccontano i volontari di Amburgo. I trafficanti di uomini stanno facendo partire i rifugiati senza preoccuparsi del tempo; queste sono missioni suicida. Nessuno sa quante persone sono annegate; viene stimato che più di 10’000 persone abbiano perso la loro vita nel Mediterraneo. Le storie abbondano e raccontano dei terroristi di Daesh coinvolti nel business dei trafficanti di uomini, di gommoni prodotti in Cina, di motori prodotti in una piccola fabbrica speciale, di alcune donne stuprate e imprigionate per diversi mesi prima di partire perché i posti a bordo sono più cari per le donne incinta. La Libia, dalle quali coste essi partono, é uno stato in dissoluzione.

Una volta, raccontano, stavano consegnando giubbotti di salvataggio alle persone su un gommone quando é apparsa una barca da pesca.  Ma l’equipaggio non era composto da pescatori, erano trafficanti di uomini travestiti che aspettavano per rimuovere il motore dal gommone per poi sparire nuovamente. Un’altra volta i volontari hanno incontrato un gommone che era riempito solamente a metà e che cercava di allontanarsi da loro. Le persone a bordo sembravano estremamente afflitte. Cosa era successo?

“Il culto dell’eroe sarebbe esagerato,” dice uno degli uomini al ‘Haifischbar’. Mentre il culto sarebbe troppo, la gratitudine e il rispetto non lo sono. Durante la mattinata successiva all’incontro, ho sentito alla radio che una nave di Medici Senza Frontiere era stata attaccata.

Ne sono certo: questa notizia non impedirà ai volontari di Amburgo di partecipare a un’altra missione.


Jürgen Schwandt é nato nel 1936 ed é cresciuto a Sankt Georg, in Germania.  È stato un mercante marittimo per molti anni e oggi vive ad Amburgo. Lo skipper Schwandt sostiene la Sea-Eye.