Skipper Franziska Hansen: operazione 18 agosto – 60 persone salvate.

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M9_Einsatz_1ß0ß_1Dalle 06:45 siamo sulla nostra rotta, stiamo andando verso est sulla linea delle 24 miglia a ovest di Tripoli. La ‘Astral‘ (una nave di salvataggio spagnolo) é vicino a noi, a est.

08:05  Avvistiamo una barca veloce che si avvicina a noi da poppa. Temendo che si possa trattare della nave protagonista dell’attacco del 17 agosto alla ‘Bourbon Argos’ di Medici senza Frontiere, che é stata attaccata con spari da parte di un motoscafo, fortunatamente senza feriti, decidiamo di girarci di 180 gradi a nord e raccomandiamo all’Astral di fare lo stesso.

08:15  Avvistiamo una barca di legno a nord-est seguita subito dopo dall’avvistamento di un’altra nave. Dopo esserci consultati con l’Astral prepariamo il gommone, mentre teniamo sotto controllo il motoscafo che temiamo possa attaccarci.

Una volta in acqua sulla ‘Charlotti’ (il gommone di Sea-Eye), ci dirigiano verso le navi di legno. Il gommone che ci stava inseguendo si trasforma finalmente in una nave da pesca, il cui equipaggio ci vuole avvisare di una terza nave, che sta naufragando a dieci miglia nautiche da noi. Uno dei RIB (Rigid inflatable boat – nave gonfiabile rigida) dell’Astral si prende cura della terza nave, mentre noi forniamo ai rifugiati della prima nave i giubbotti di salvataggio e, insieme al secondo gommone dell’Astral, iniziamo a trasferire i rifugiati dalle due barche di legno sull’Astral, tutti insieme sono circa 60 persone, provenienti dal Bangladesh, dall’Africa e dalla Siria. Tutti uomini tranne una donna con due bambini piccoli.

Nel frattempo, la Sea-Eye si dirige verso la nave che sta affondando per aiutare l’equipaggio del RIB dell’Astral, se necessario. Siamo rimasti in contatto radio con l’Astral per tutto il tempo. La posizione della barca, che ormai era affogata, é stata trovata dal RIB dell’Astral e i circa 20 rifugiati, che stavano nuotando, sono stati salvati.

Nel frattempo, a distanza di quattro miglia nautiche, il ‘Topaz Responder‘ del MOAS (un’organizzazione di salvataggio maltese)  si sta avvicinando, insieme a due navi da guerra che ci avevano accompagnato la sera precedente. Dopo esserci assicurati che il trasferimento di tutti i rifugiati dall’Astral a queste navi avrebbe preso luogo, abbiamo recuperato i nostri giubbotti di salvataggio e siamo tornati a bordo della Sea-Eye alle 11:15.

Mentre il nostro salvataggio stava avvenendo le altre navi che si stavano avvicinando all’area (all’inizio erano presenti solo la Sea-Eye e l’Astral) avevano trovato altre barche di legno e gommoni e li avevano messi in salvo.

Dopo esserci consultati con le navi coinvolte, specialmente con le navi da guerra, sul piano di ricerca e salvataggio (SAR), ci é stato confermato che non era richiesto ulteriore supporto da parte della Sea-Eye (l’area delle operazione era in ogni caso a sudovest della posizione da noi prevista).