Il volontario di Sea-Eye dopo essere stato rilasciato in Libia: continuerò.

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Di Sebastian Girg.

La Sea-Eye si trova nel Mediterraneo dalla scorsa primavera per salvare i rifugiati in pericolo. Le missioni dell’organizzazione di Ratisbona hanno salvato più di 4000 persone ad oggi.

Dittmar Kania e Michael Herbke fanno parte dell’equipaggio di Sea-Eye. Nei primi giorni di Settembre stavano guidando il motoscafo di Sea-Eye “Speedy” dalla città tunisina di Zarzis al largo delle coste libiche quando hanno individuato due navi che non si muovevano. Quando hanno realizzato che le due navi erano navi-cisterna, hanno girato e si sono diretti a Nord.  A questo punto hanno realizzato che erano stati seguiti. “Poco prima avevamo sentito che i pirati stavano causando problemi in quell’area. E poi ho visto un motoscafo avvicinarsi a grande velocità. Inizialmente ci stavamo venendo incontro velocemente,” racconta.

L’altra nave era più veloce e li ha raggiunti. Kania e Herbke hanno visto che l’uomo a bordo stava impugnando una pistola. “Quando abbiamo visto che indossavano uniformi, ci è stato chiaro che si trattava della guardia costiera e ci siamo fermati,” dice Kania.

I membri di Sea-Eye sono stati fatti sdraiare a terra e presi in custodia. Kania racconta che lui e il suo collaboratore sono stati interrogati per sei ore. Non hanno passato la notte in cella, ma sono stati portati a casa del comandante della guardia costiera. “Per me è stata una situazione estremamente bizzarra. Siamo arrivati a casa del comandante. Era grande all’incirca 1000 metri quadrati con stalle e recinti.  Ci hanno dato del buon cibo e abbiamo dormito su materassi sul pavimento nella stessa stanza con il comandante.”

Anche grazie agli sforzi dell’ambasciatore tedesco in Libia, i due membri di Sea-Eye sono stati rilasciati velocemente. “Siamo stati trattati bene durante il tempo passato sotto custodia,” dice Kania.

In ogni caso, il motoscafo “Speedy” è rimasto in Libia. Non è chiaro quando l’organizzazione avrà indietro la nave. “Qualcuno dice tre settimane ma non gli credo,” dice Kania. Presumibilmente un tribunale libico dovrà decidere sul ritorno della barca.

Nonostante l’arresto e l’interrogatorio, Dittmar Kania vuole continuare a lavorare per Sea-Eye. “Continuerò certamente. È stato un incidente isolato. Sono sicuro che la Sea-Eye non avrà più nulla da temere dalla guardia libica. Adesso sanno che siamo innocui e che non vogliamo entrare in Libia.”


Fonte: BR 24, Germania.